Uno sguardo a Fauna, la mostra fotografica dedicata alla biodiversità del regno animale

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Data:

08 Giugno 2026

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Fauna, la mostra fotografica

Descrizione

Gli occhi verdeggianti della lince pardina, intenta a sorseggiare dell'acqua con la sua lingua ruvida, penetrano nel mio sguardo dandomi una sensazione di inferiorità e inquietudine. Ma lei, inquadrata in questa splendida fotografia, sembra, invece, a suo agio: distesa, signorile, imperiosa. Ecco la prima impressione che ho avuto quando ho visto la locandina della mostra fotografica Fauna, tenutasi alla Sala Santa Maria della Misericordia – nel cuore di via Oberdan, accanto al rinnovato Umbrò – dal 20 maggio al 2 giugno.

La prossemica leggera e delicata e la gentilezza di Sofia Braccalenti – 26 anni, studentessa di Storia dell'Arte e di Archeologia, appassionata di fotografia, alpinismo, speleologia e curatrice della mostra – sembrano sgretolarsi quando mi dice che per scattare alcune di queste istantanee ci sono volute quasi diciotto ore di appostamento. Un appostamento fatto di silenzi e di pazienza, di mimetizzazione e di rapidi scatti, di attese infinite e di movimenti impercettibili per non spaventare o far scappare gli animali che sono i veri protagonisti dell'evento.

L'esposizione, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Perugia e la preziosa collaborazione di WildUmbria, raccoglie quarantacinque immagini accuratamente selezionate che raffigurano, per l'appunto, creature e paesaggi immortalati da Sofia. “La mostra”, mi racconta appena arrivo in questa raccolta ma accogliente sala, “è il frutto di un lavoro di cinque anni e ha come obiettivo far conoscere alcune categorie di animali. Ogni foto ha una sua storia e fa parte di viaggi mirati a cercare specifiche specie”.

Dall' Umbria a varie regioni italiane, passando per la Slovenia, la Polonia e la Spagna fino ad arrivare al lontano Madagascar: un climax alla scoperta e alla minuziosa ispezione degli animali. “Ad esempio”, continua Sofia, “in Slovenia ho potuto ammirare e fotografare l'orso bruno europeo e la cicogna, mentre in Polonia sono andata per il picchio rosso maggiore, l'alce, l'aquila di mare coda bianca e la ghiandaia”. Un ampio ventaglio di ecosistemi faunistici che in Spagna ha spostato il suo focus verso la lince pardina – esemplare trovabile unicamente nella Penisola Iberica e tutelato dal programma europeo LIFE – che torna diverse volte nei suoi abbaglianti scatti. 

Conosco la poliedricità di Sofia e, incuriosito, le chiedo da dove nasce questo amore viscerale per la fauna. “Sono cresciuta in una famiglia che ha sempre avuto grande attenzione e rispetto verso il regno animale e che mi ha permesso di stare molto tempo a contatto con la natura. Da qui la mia passione per osservare, anche a lungo, ogni essere vivente”. La fotografia, dunque, diventa un qualcosa di collaterale e pressoché automatico. “A questo punto mi sono detta: perché non riprendere ciò che sto vedendo? Perciò ho deciso di comprare una macchina fotografica e ho iniziato il mio percorso completamente da autodidatta”.

La collaborazione di Wild Umbria per organizzare la mostra è stata fondamentale. Sofia, tra le altre cose, è una delle volontarie di questa associazione che si occupa del recupero, del salvataggio e della cura degli animali selvatici feriti o in pericolo. “Al di là di esibire specie che non tutti possono vedere e conoscere, il mio desiderio, tramite l'esposizione, è quello di promuovere l'operato di Wild Umbria, una realtà attenta e presente nel tema fauna”. Non a caso, il giorno dell'inaugurazione, c'è stato un intervento di Dorian Grelli – uno dei fondatori – il quale ha parlato del loro lavoro che, distribuito capillarmente nell'intera regione, continua con tenacia e ardore in mezzo a tante difficoltà.

Il portfolio di Sofia è un piccolo gioiello che merita tempo e ascolto. E la città di Perugia le ha dedicato sia uno che l'altro. “Oltre ai perugini”, mi svela quando ci salutiamo, “sono passati a vedere la mostra tantissimi turisti: europei, australiani, e canadesi. Raccontare le storie nascoste dietro queste foto è stata per me una grandissima e indimenticabile emozione”.

Gioele Tartocchi

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(ONE Health)

Ultimo aggiornamento: 08/06/2026, 12:14

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