Spazio Modu. La produzione di contenuti è un’esperienza da condividere

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Spazio Modu: trasformare contenuti in esperienze condivise e partecipazione culturale

Data:

30 Gennaio 2026

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Spazio Modu

Descrizione

Non tutti i luoghi producono eventi. Alcuni attivano processi. Spazio Modu rientra in questa seconda categoria. Nel centro storico di Perugia, questo spazio ha progressivamente spostato il fuoco dalla programmazione alla produzione, dal contenuto all’esperienza, dal pubblico come destinatario al pubblico come parte attiva del processo culturale.

È all’interno di questo contesto che ha preso forma l’esperienza di Centrifuga Podcast. Un progetto che, fin dall’inizio, ha scelto di lavorare su una soglia instabile: quella tra racconto e presenza, tra contenuto e relazione. Il podcast, qui, non è mai stato soltanto un prodotto da ascoltare, ma piuttosto un pretesto per incontrarsi dal vivo, per creare uno spazio di ascolto condiviso, per trasformare una registrazione in un fatto collettivo. Le storie di imprenditorialità giovanile, creatività e territorio diventavano così materia viva, attraversata dallo sguardo, dalle reazioni e dalla partecipazione del pubblico.

Con il passare del tempo, tuttavia, è emersa una consapevolezza sempre più netta. Il valore dell’esperienza non risiedeva unicamente negli episodi prodotti, né nella loro circolazione online. Stava, piuttosto, in ciò che accadeva attorno. Nella tensione che si creava in sala, nelle domande che restavano sospese, nel modo in cui il pubblico si riconosceva nei racconti e, spesso, ne usciva con una spinta ulteriore. Centrifuga, più che un format da replicare, si è rivelata una palestra: un passaggio fondamentale per comprendere il potenziale del podcast come forma di intrattenimento dal vivo e, insieme, come strumento di attivazione culturale.

Da qui, inevitabilmente, una scelta. Non un semplice aggiustamento di rotta, ma una presa di posizione. Spazio Modu, insieme a Modus Produzioni, ha deciso di concentrare sempre più energie sugli eventi live, assumendo la presenza come elemento centrale del proprio lavoro. Non per reazione alla saturazione delle piattaforme digitali, né per nostalgia, ma per una ragione più profonda: il live come luogo di coinvolgimento emotivo, di relazione diretta, di costruzione di comunità. In un panorama in cui i podcast si moltiplicano senza sosta, l’urgenza non è produrne un altro, bensì interrogarsi su che tipo di esperienza si vuole generare.

È in questo spazio di riflessione che sta prendendo forma un progetto completamente nuovo. Non una prosecuzione lineare di Centrifuga, né una sua evoluzione formale, ma qualcosa di distinto, ancora in fase di costruzione. Un progetto che nasce dall’esperienza precedente, ma che sceglie deliberatamente di spostare il baricentro. Più performativo, più dinamico, con un impianto che guarda al linguaggio televisivo non per imitazione estetica, bensì per struttura narrativa, ritmo, pluralità di voci, presenza della regia. Qui l’ospite resta importante, ma non è più il centro assoluto. Il fuoco si allarga. Il protagonista diventa un noi diffuso, composto da chi conduce, da chi interviene, da chi assiste, da chi segue online. Il pubblico non è più solo destinatario, ma parte integrante del racconto, coautore di ciò che accade.

Il senso ultimo di questo nuovo progetto è dichiarato e, proprio per questo, ambizioso. Non si tratta soltanto di intrattenere, ma di generare un effetto che persista oltre la serata. L’idea è che chi partecipa esca con una sensazione precisa, quasi fisica: la voglia di mettersi in gioco, di immaginare un progetto, di riconoscersi come soggetto attivo e non come spettatore passivo. In questo senso, l’intrattenimento diventa una soglia, non un fine.

Tutto questo, però, non nasce in isolamento. Al contrario, è il risultato di un incontro tra realtà diverse che condividono una visione comune. Accanto a Spazio Modu e Modus Produzioni, l’associazione culturale Metanoia svolge un ruolo centrale: non soltanto come insieme di persone coinvolte, ma come soggetto culturale che co-produce visione. Un anello che tiene insieme linguaggio, comunità e atto creativo, rendendo possibile il passaggio da evento a processo, da format a esperienza collettiva.

Allo stesso modo, l’incrocio con realtà come Ruzza Comedy racconta un’altra dimensione di questo ecosistema. Un collettivo che negli ultimi anni ha contribuito a costruire una scena di stand-up comedy solida e riconoscibile in Umbria e che, proprio a Spazio Modu, ha trovato un luogo di produzione e sperimentazione. Da questa relazione sono nate rassegne, serate e contenuti come il podcast comico Mezza Ruzza, segnali evidenti di come uno stesso spazio possa generare linguaggi differenti, mantenendo però una coerenza di fondo: attenzione alla qualità, centralità del pubblico, desiderio di costruire qualcosa che resti.

Quello che sta accadendo dentro Spazio Modu, dunque, non è la semplice somma di iniziative. È un processo in atto, un laboratorio culturale che cresce per accumulo e per tentativi, in cui giovani professionisti, collettivi e associazioni mettono in campo competenze diverse per immaginare nuovi modi di fare cultura insieme. Il progetto che sta per nascere va letto esattamente così: come l’esito temporaneo di un percorso condiviso, che parte dal podcast, attraversa il live, incontra il pubblico e prova a disegnare forme di intrattenimento più partecipate, più responsabili, più vive. In un tempo dominato da un flusso continuo di contenuti, forse la vera innovazione non è aggiungere un’altra voce, ma creare esperienze che lasciano una traccia. A Perugia, qualcuno sta lavorando proprio in questa direzione. E, senza troppo rumore, sta preparando qualcosa che vale la pena osservare da vicino.

Chiara Scialdone

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Ultimo aggiornamento: 30/01/2026, 16:28

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