Descrizione
Manca pochissimo alla scadenza per presentare – fino al 16 aprile – domanda per il Servizio Civile Universale. E non è un pesce d’aprile! Ma niente panico, Il 25 marzo 2026 il Centro Servizi Giovani di Perugia ha ospitato un incontro di orientamento proprio per te che hai tra 18 e 28 anni e sei alla ricerca di un progetto in Italia o all’estero.
Ludovica, educatrice del CSG, ha illustrato con una presentazione le informazioni più tecniche - come fare domanda, il compenso previsto, come funzionano le selezioni - e ha anche condiviso un piccolo dossier con tutti i progetti disponibili su Perugia assicurando la propria disponibilità a consigliare e accompagnare con il proprio expertise coloro che fossero interessati a fare domanda.
Poi Elena, Luca, Gaia e Bernardo hanno raccontato le proprie esperienze – molto diverse tra loro per destinazioni e circostanze – e li abbiamo sommersi di domande, dubbi e curiosità.
Elena ha fatto domanda sotto il periodo del Covid, quindi non è più partita - per causa di forza maggiore; questo vuol dire che ha potuto ripresentare domanda in futuro - e si è iscritta all’università. Una volta laureata, da insegnante di matematica e dopo aver già avuto un’esperienza di un anno in America Latina, ha il desiderio di partire per l’Africa, Madagascar, Tanzania o Costa d’Avorio. Fa domanda per la Tanzania. Nel colloquio non viene selezionata – risultando comunque idonea non selezionata – con la speranza di venire ripescata dalla stessa organizzazione o in un’altra ONG; e infatti le viene chiesto di andare in Costa d’Avorio. Lì vive in una grande casa con bambini e ragazzi fino a 30 anni, ha l’opportunità di stare con bebè e bambini e impara proprio da loro il francese, insegna la matematica in francese e – a volte – anche in spagnolo, segue i ragazzi nelle loro vicende quotidiane, li aiuta a cercare un lavoro. Un progetto che le ha permesso di “sentirsi a casa sempre”.
Ascoltandola scopro che per i progetti all’estero non viene corrisposto soltanto il rimborso mensile di 519,47 euro, ma il viaggio, il vitto e alloggio sono coperti dall’organizzazione ospitante e c’è anche una diaria per spese quotidiane. Bisogna guardare bene nelle schede dei progetti cosa viene riservato ai volontari perché chiaramente può fare la differenza soprattutto per coloro che sarebbero idonei per certi profili ma non fanno domanda per motivi economici pensando di non poterselo permettere. In realtà, ci dicono le nostre amiche, è possibile persino mettere da parte i soldi se si ha una buona strategia di risparmio e se il Paese ospitante non ha costi di vita esorbitanti.
Luca è uno studente magistrale in storia dell’arte. Dopo l’università fuori vuole tornare a casa e ritrovare connessione col territorio umbro, valuta un po’ di alternative e alla fine sceglie il cimitero. Il Cimitero Monumentale di Perugia per essere precisi. Si occupa così di elaborare visite guidate a tema, come quella sui poeti dell’Umbria dell’800 o sulle sculture di angeli e sui loro autori. Arti maggiori e arti minori insieme, come quelle degli intarsiatori. Il Servizio Civile lo ha posto di fronte alla gestione di orari e impegni di lavoro, ma gli ha anche fatto scoprire passioni inaspettate, nonché il tema per la tesi di laurea, ovvero una pittrice e poetessa umbra di nicchia. Morale della favola: non giudicare un libro dalla copertina o un progetto per il Servizio Civile dalla lapide.
Gaia viene selezionata in Kenya per un progetto all’interno dell’ospedale – lei è ostetrica – insieme a un’altra volontaria che invece ha studiato Scienze Politiche. Come Elena aveva già fatto esperienze di volontariato all’estero, come ad esempio nel 2016 era stata in un orfanatrofio sempre in Kenya, poi nel 2021 a Lesbo. Oggi lavora nella cooperazione internazionale.
Il suo progetto era situato in un locus amoenus sul lago Vittoria con un grande giardino abitato da ippopotami che venivano a mangiare frutta indisturbati. Ci ha raccontato entusiasta che il Kenya è un posto sicuro e bello. Nei periodi di ferie facevano viaggi per ammirare il panorama e si spostavano in Uganda e Ruanda. Non ha sfruttato il rientro – previsto nel progetto e pagato dall’organizzazione – perché la sua famiglia è venuta a trovarla e ha colto l’occasione per farci un viaggio tutti insieme.
Gaia fa notare che molti progetti sono legati a contesti missionari o associazioni religiose, ma non sono preclusi a persone non credenti o non cattoliche, anzi, ha trovato una grande rispetto apertura mentale.
È il turno di Bernardo. Da Itis grafica si iscrive a Servizi Sociali per diventare assistente sociale. Dopo mezzo anno di università si rende conto che non è molto convinto della scelta intrapresa e si rimette in discussione. Pensa che per imparare a essere un assistente sociale deve guardare al lavoro svolto dagli educatori. Sceglie così un progetto in comunità per minori. Una delle sue paure è quella di essere trattato da coetaneo invece che da educatore dai minori ospiti nella struttura ma l’esperienza si rivela azzeccata. Quel progetto lo segna profondamente e capisce che vuole fare l’educatore, quindi cambia università, si iscrive a Scienze dell’Educazione e dopo due mesi dalla fine del SC viene assunto dall’ente con cui aveva svolto il suo servizio. Scoppiamo in un fragoroso e spontaneo applauso quando ci confida che prima di questa esperienza viveva lo studio universitario con molta sufficienza e invece da poco ha festeggiato il suo primo 30!
“È importante saper sfruttare bene questa esperienza”, sospira. “Se avessi saputo del servizio orientamento del CSG o della possibilità di andare all’estero non ci avrei pensato due volte”.
Sono quattro storie uniche e ringraziamo questi amici per la loro testimonianza.
Edoardo Batocchi





