Matteo e Leonardo, allenatori dell’Inter Academy in Canada

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Matteo Babucci, ventidue anni, marscianese, e Leonardo Canonico, ventottenne di Deruta, dallo scorso settembre sono gli allenatori dei bambini dell’Inter Academy di Toronto in Canada.

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13 Agosto 2025

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Matteo Babucci, ventidue anni, marscianese, e Leonardo Canonico, ventottenne di Deruta, dallo scorso settembre sono gli allenatori dei bambini dell’Inter Academy di Toronto in Canada. I due, oltre a giocare insieme all’Olimpia Umbra, allenavano anche i bambini e ragazzi della squadra e nel giugno del 2024, durante un summer camp a Perugia, hanno ricevuto la proposta da David Chiodo, allenatore dell’Inter che segue vari camp e progetti Academy in Italia e nel mondo. Tramite Chiodo poi sono stati messi in contatto con il direttore dell’Inter Academy di Toronto. Non è stato facile lasciare il Paese natale per questa esperienza, come ci dice Babucci. “Inizialmente sono rimasto un po’ spiazzato, non ci credevo. È stato un mix di emozioni forti tra felicità, ansia, entusiasmo, che non mi hanno fatto dormire per tutta la notte. Poi, però, la mattina seguente non ci ho pensato due volte a dire di sì. La felicità di essere stato notato da un allenatore dell’Inter, oltre a quella di avere la possibilità di fare ciò che mi piace e mi rende felice in un contesto internazionale vivendo un’esperienza del genere, crescendo sia come persona che come allenatore, hanno avuto la priorità su tutto il resto. Anche se sono un tifoso sfegatato della Roma e all’inizio fa un certo effetto indossare la maglia di una squadra ‘rivale’ poi subentra la riconoscenza verso la società che ti ha dato fiducia, e sapere che stai lavorando per una squadra così importante ti fa sentire orgoglioso di ciò che stai facendo”. Dopo un normale primo periodo in cui pesano distanza da amici e famiglia, oltre a nuovi orari e piccole comodità diverse, Matteo si è ambientato abbastanza facilmente. “La cosa più dura è stato l’inverno canadese: lungo, molto freddo e diverso da ciò a cui ero abituato. Ma nel complesso ammetto di essermela cavata bene”.

Attualmente ricopre il ruolo di primo allenatore dell'Under 15 squadra competitiva e dell’Under 11 squadra grassroots, dedicata allo sviluppo dei bambini nelle fasi iniziali del percorso calcistico sette contro sette in maniera non competitiva. Durante la stagione estiva e invernale si occupa della programmazione degli allenamenti e prepara piani mensili di lavoro con una metodologia strutturata dall’Inter Academy, per uno sviluppo progressivo, coerente e mirato delle competenze dei giocatori. Inoltre una volta a settimana lavora con un club affiliato, Stouffville-Inter Soccer School, partecipando alle sessioni di bio banding. Nello specifico si tratta di un programma a parte rivolto ad alcuni giocatori che vengono divisi in base al livello e non all’età.

Leonardo, invece, è l’allenatore dell’Under 11 maschile e dell’Under 15 femminile. Anche lui ha avuto pochi dubbi nell’accettare la proposta di Chiodo. “Per me era da sempre un obiettivo viaggiare tramite il mondo del calcio. Ovviamente dispiaceva abbandonare familiari e amici ma l’esperienza e l’opportunità erano assolutamente irrinunciabili. C’è anche da dire che, essendo juventino, non è stato semplice all’inizio indossare la maglia dell'Inter ma è sempre comunque un onore lavorare per un club importante e rappresentare l’Italia nel mondo”. 

I due ragazzi ci dicono che dal punto di vista lavorativo è un contesto molto stimolante e ben organizzato ma una delle poche cose a cui neanche Leonardo è riuscito ad adattarsi è il freddo invernale. Anche la vita sociale è molto diversa rispetto all’Italia. “Qui si cena molto presto, intorno alle 18/18.30. La sera, specialmente in inverno, ci sono poche attività anche perché chiude tutto molto presto. Per fortuna, in alcuni posti, si possono trovare forti comunità italiane e ritrovarti con gli orari a cui siamo più abituati. All’inizio abbiamo fatto fatica con il fuso orario, soprattutto per chiamare i familiari o gli amici. Il momento ideale della giornata è la mattina”.

L’esperienza che stanno vivendo li sta formando tanto sia come persone che come allenatori, come ci dice Babucci. “Ogni giorno mi rendo conto di quanto contino la passione, l’impegno e la voglia di migliorarsi. Se guardo il me di un anno fa non avrei mai pensato di poter vivere un’esperienza del genere, ma mi rendo conto ad oggi che quello che conta è fare ciò che ti rende felice”.

Per Canonico, però, è tempo anche di pensare al futuro visto che si sta per trasferire negli Emirati Arabi per un’altra grande opportunità. Infatti dal prossimo primo settembre sarà il nuovo allenatore di una squadra di bambini dell’Al Ahly Academy.

Ai due ragazzi umbri noi del Magazine Umbria Giovani auguriamo il meglio per il futuro e che possano continuare i loro progetti con la stessa grande passione che mettono dal primo giorno. 

Marco Schiavoni

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Ultimo aggiornamento: 13/08/2025, 11:17

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