Gubbio capitale della storia. Il Festival del Medioevo 2026 tra sold out e lezioni di altissimo livello

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Data:

08 Ottobre 2026

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Dal 23 al 27 settembre 2026 Gubbio ha ospitato la dodicesima edizione del Festival del Medioevo, evento che ogni anno trasforma il centro storico umbro in un laboratorio a cielo aperto di divulgazione storica, probabilmente il più importante del suo genere in Italia. L'edizione 2026 è stata dedicata a Francesco d'Assisi, in occasione degli ottocento anni dalla sua morte, con il titolo “Il tempo di Francesco. Homo homini lupus”. La formula francescana ha fatto da filo conduttore per una riflessione sul conflitto, sulla paura del diverso e sulla possibilità di costruire relazioni alternative, temi che il festival ha costantemente letto in chiave contemporanea. Non a caso la scelta di Gubbio non è casuale: la città è legata alla tradizione francescana anche attraverso l'episodio del lupo, simbolo di una violenza trasformata in dialogo.

Quest'anno il festival ha lasciato la storica location del Centro Servizi Santo Spirito di Piazzale Frondizi, per trasferirsi nel complesso della Chiesa e del Convento di San Francesco, in Piazza Quaranta Martiri. Le lezioni principali si sono svolte nel Chiostro grande, allestito per l’occasione con una tensostruttura, mentre il Refettorio e la Sala Capitolare hanno ospitato incontri, presentazioni editoriali e le attività dedicate a miniatura e calligrafia medievale, generando nel complesso un contenitore più raccolto ma coerente con il tema dell'edizione.

Il segnale più chiaro della tenuta del festival è arrivato dall'anteprima con Alessandro Barbero, che ha registrato il tutto esaurito con un sold out raggiunto in appena un'ora dalla messa in vendita dei biglietti, un dato che racconta bene quanto la domanda di public history sia cresciuta negli ultimi anni e di come il pubblico eugubino, da diversi anni, apprezzi le lezioni del divulgatore torinese. Tra gli appuntamenti più seguiti delle serate d'autore ci sono stati il professor Franco Cardini, giovedì 24 settembre, quest'anno anche autore del nuovo titolo della collana editoriale del festival “Bestiario”, il giornalista Stefano Nazzi, che venerdì 25 ha guidato il pubblico in un “Medioevo nero” fatto di delitti, ambizioni e violenze efferate, e infine il divulgatore Matteo Saudino, che sabato 26 ha proposto un percorso filosofico sul concetto di homo homini lupus, da Plauto a Hobbes.

Il programma ha messo in fila anche settanta lezioni di storia, con un centinaio di studiosi italiani e internazionali coinvolti. Alle lezioni di storia in senso stretto si sono affiancati anche i momenti dedicati alla vita quotidiana del Duecento, dagli animali reali e fantastici della cultura medievale ai grandi temi dell'eredità francescana. Accanto al programma scientifico, il festival ha confermato gli appuntamenti che ne fanno un evento anche esperienziale: la Fiera del Libro Medievale, gli scriptoria con dimostrazioni dal vivo di calligrafia e miniatura, mostre, rievocazioni storiche e attività didattiche pensate per scuole e famiglie. L'ingresso a tutte le giornate è stato libero fino a esaurimento dei posti disponibili, con possibilità di prenotazione. Una scelta che ha contribuito ad allargare il pubblico oltre gli addetti ai lavori.

Il festival, ideato e diretto dal giornalista Federico Fioravanti, ha chiuso domenica 27 settembre con l'ultima giornata di incontri. Il bilancio di questa edizione tra sold out, cambio di sede e un tema capace di parlare tanto agli storici quanto al pubblico più giovane, conferma la capacità del Festival del Medioevo di rendere la divulgazione storica un evento di massa, senza rinunciare al rigore scientifico. In fondo, il vero lascito di questa edizione non sono i numeri, ma l'idea che riscoprire il Medioevo non significhi tornare indietro, bensì capire meglio da dove veniamo e, forse, chi siamo oggi.

Giusppe Nicchi

A cura del MUG - Magazine Umbria Giovani
direttore responsabile Giovanni Dozzini

Ultimo aggiornamento: 08/10/2026, 10:38

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