Castello Errante-Residenza Internazionale del Cinema. Appuntamento in Umbria per la decima edizione

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Data:

26 Ottobre 2026

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Nella tarda mattinata del 20 ottobre si è tenuta la conferenza stampa della decima edizione di Castello Errante-Residenza Internazionale del Cinema, all’interno della sala Brugnoli a Palazzo Cesaroni nel centro storico di Perugia. Un’antica sala da ballo in quella che oggi è la sede del Consiglio Regionale e che ha accolto l’evento di presentazione della fase in presenza di un progetto innovativo come Castello Errante, cominciata il 17 ottobre e che andrà avanti fino al 31, dopo quella online - svoltasi tra il primo e il 12 ottobre. 

Nei ricordi personali si assapora tutto il senso di questo progetto. Quello evocato alla fine della mattinata da uno dei visitors della residenza, la regista cinese Ning Ying: le strade fredde e umide di una Perugia notturna dove il rifugio resta un piccolo cinema che costringe la giovane studentessa a ore e ore di schermo per un film che raccoglie tutta la forza costruttiva e distruttiva dell’arte e della cultura occidentale: Morte a Venezia di Luchino Visconti.  

Ma anche quelli di Claudia Barattini, segretaria cilena dell’IILA (Istituto Italo-latino americano), organizzazione che si occupa dei legami tra l’Italia e l’America Latina e che collabora all’intero progetto. Per lei l’Umbria è una piccola Regione che l'ha accolta a quindici anni, dopo l’esilio dei suoi genitori a seguito del colpo di Stato in Cile che ha portato a lunghi anni di regime dittatoriale e antidemocratico. Al contrario, l’Umbria è nella sua memoria personale e ora collettiva, per ciò che sta accadendo attraverso Castello Errante, l’emblema della democrazia, il luogo che le ha dato una casa, un lavoro e dei legami, tutti termini chiave di questo progetto. 

Riempie la sala un gruppo culturalmente vivace di giovani, veri protagonisti di questo progetto culturale, sociale e ambientale che consiste nella prima Residenza Internazionale del Cinema che coinvolge studenti e professionisti del settore audiovisivo under 35 provenienti dall’Italia e dall’America Latina, selezionati mediante una chiamata pubblica per far parte di una troupe internazionale che crei durante il soggiorno prodotti audiovisivi e partecipi ad attività formative e culturali come seminari tenuti da vari esperti del settore.

A presentare lo stesso complesso progetto, come moderatrice, la direttrice artistica e organizzativa, Adele Dell’Erario. Al suo fianco siedono altri importanti nomi: il docente universitario cileno Alvaro Cortés Poo e Francesco Virga, produttore e presidente dell’Associazione Documentaristi Italiani. Insieme ai loro interventi che mescolano italiano, inglese e spagnolo per farsi comprendere ed esprimersi meglio, quelli delle varie figure istituzionali della nostra Regione che ospita una residenza il cui titolo rivela già il suo carattere itinerante, cambiando meta ogni anno e scegliendo, infatti, le piccole realtà italiane più che le grandi città globali. Consentendo di conseguenza in ogni edizione la creazione di un’arte che sia globale, essendo nata dall’incontro interculturale di giovani attraverso il cinema, linguaggio comunitario che consente di superare i limiti delle lingue più razionali e circoscritte. E, al contempo, un’arte anche locale, proprio perché la cultura crea bellezza dando forma a quella naturale, in questo caso, del territorio umbro. 

Sarah Bistocchi, presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria, nel suo intervento parla in particolare dell’Isola Polvese, il vero laboratorio e set della residenza. L’attenzione per l’ambiente attraversa tutto il progetto che promuove una politica di sostenibilità ambientale anche attraverso la formazione stessa dei partecipanti con sessioni dedicate come quelle della docente Katrin Richtofer che sostiene una produzione cinematografica a basso impatto ambientale.  

Così, sulla centralità dell'ambiente umbro, insiste anche il vicepresidente e assessore regionale alla Cultura Tommaso Bori, che insieme con Simona Meloni, assessora al Turismo e Agricoltura, sottolinea la novità e il primato dell’Umbria nella riforma della cultura non più vista solo come “parte decorativa” della vita civile. Il nuovo Testo Unico promulgato dalla Regione mette insieme culture, luoghi e lavoratori del settore riconosciuti come tali e non come meri “hobbisti”. Tra le arti viene appunto incluso anche il cinema che a livello nazionale viene inteso come turismo. Attraverso questa riforma l’azione politica, secondo chi scrive almeno, incarna completamente la sua ragion d’essere, mettendo insieme tanto la cultura, in senso stretto, di un dato territorio, quanto questo stesso, poiché da esso e quindi anche dall’altra cultura, quella antropologica, non può prescindere. Così a giovarne è, inevitabilmente, anche la struttura materiale e quindi l’economia. 

Commenta la stessa moderatrice, infatti, che spetta alla politica investire necessariamente in una “progettualità duratura” cosicché  la cultura possa preservare “la biodiversità necessaria”, parole che esprimono appieno questa relazione integrata e dinamica tra le componenti della vita umana: cultura, natura, politica - in senso etimologico - e quindi democrazia che consente la miglior forma di socialità umana per l’uomo aristotelico. Silvia Rondoni, presidente regionale di ARCI Solidarietà, si fa portavoce invece dello spirito interculturale che rende possibile ciò e che anima anche l’associazione, che accoglie i migranti con uno sguardo rivolto anche alle figure degli operatori sociali. 

A concludere il quadro multiculturale, dopo l’intervento dell’assessore al Turismo del Comune di Perugia Fabrizio Croce, la regista cinese Ning Ying, come anticipato, e la sceneggiatrice italiana Valia Santella, altro visitor d’eccezione. A entrambe è stata posta una domanda. Nella stessa fatta a Ning Ying si trova tutto il melting pot di questo evento: cosa ha portato una regista cinese a far parte di una residenza in Umbria con scambi tra Italia e America Latina? La risposta ha costellato già tutto il nostro resoconto. Così come quella di Santella sul suo ritorno alla residenza: Castello Errante incarna il senso profondo della democrazia. L’incontro e la condivisione, attraverso i vari linguaggi, di un mondo, il proprio, con quello dell’altro da sé, per creare lo spazio pubblico dove privato e collettivo coabitano, altrimenti l’unico risultato è lo scontro.  

Jasmine Galietta

 

A cura del MUG - Magazine Umbria Giovani
direttore responsabile Giovanni Dozzini

Ultimo aggiornamento: 26/10/2026, 12:52

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