Descrizione
Cosa significa pensare alla scuola oggi? Una domanda che sorge spontanea, apparentemente banale. Dalle cosiddette “battaglie d'aura” passando per i TeachToker - che spesso ostentano una retorica pessimistica e problematica - fino alle questioni più spigolose del burqa, del sette in condotta e della militaresca introduzione del metal detector. Il dibattito collettivo che ruota intorno al mondo scolastico pare inseguire le emergenze per relegare in secondo piano le condizioni materiali dell'istruzione.
Ma ecco che rimbomba il suono della campanella. Un suono unico, familiare, che tutti ricordiamo e che a ognuno evoca ricordi singolari. Scatta dunque il momento di Ricreazione, il pionieristico festival della scuola pubblica, democratica e coraggiosa. Dal 29 ottobre al primo novembre il centro storico di Perugia si trasformerà in un'aula a cielo aperto pronta ad accogliere le esperienze e le idee di chi il sistema educativo lo vive e lo pratica quotidianamente. Quattro giorni di incontri, laboratori e confronti in cui il dialogo e la partecipazione faranno da padrone.
L'evento è ideato e promosso dall'assessorato all'Istruzione e alla Formazione della Regione Umbria, co-organizzato dal Comune di Perugia con il partenariato tecnico di Sviluppumbria e Camera di Commercio dell'Umbria. Noi del MUG abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola con Christian Raimo, docente, giornalista e scrittore – l'ultima antologia da lui curata per Einaudi si chiama Racconti di scuola – nonché direttore artistico della manifestazione.
Raimo mette subito in chiaro che per spostare il focus sulla funzione educativa della scuola è doveroso “non fare eco al discorso pubblico in termini di controllo e disagio, che hanno a che fare prevalentemente con le relazioni sociali. La relazione educativa, invece, ha come terreno di gioco quello della didattica. La scuola ha un compito altissimo, va dato tempo per l'approfondimento. Ricreazione si configura, quindi, come un'ora allargata che ci concediamo, con l'obiettivo di avere uno sguardo nuovo che i tempi della scuola di oggi non ci permettono di avere”.
Sono numerosi gli aspetti che verranno trattati durante il festival. Al tema delle disuguaglianze, dell'inclusione, dell'educazione alla pace e dell'intelligenza artificiale si affiancheranno le voci degli studenti - con le loro domande, le loro critiche e i loro desideri - e il lavoro quotidiano sulle classi. Questo e molto altro ancora, a suggellare un momento di analisi necessario poiché, come sostiene Raimo, “la maggior parte della formazione avviene oggi in maniera informale: la scuola non ha il monopolio della formazione, bensì una strutturazione sulla consapevolezza dei metodi. La scuola italiana è una scuola che riflette in maniera ermeneutica su metodi e disciplina”. Ne consegue che l'approccio metacritico diventa cruciale. Da qui il valore che il direttore artistico attribuisce ancora una volta al “concederci del tempo per lavorare sui metodi, a scapito di una scuola proceduralista come è stata quella degli ultimi anni”.
La scelta del capoluogo umbro come sede di questa attesissima kermesse è medita e mirata. “Perugia è una città di lezione per la storia della democrazia in Italia, orientata all'educare alla pace e a una pace che educa. Aldo Capitini, in tal senso, è stata una figura luminosa”. Lo stesso Raimo spende parole importanti per delle giunte, quella regionale e quella comunale, “mature che hanno chiesto alla società educante di mettere al centro del dibattito pubblico i metodi dell'educazione. Ci interessava cominciare a progettare insieme a delle amministrazioni che sanno ascoltare e che sanno valorizzare, cercando di costruire il proprio consenso attraverso le possibilità di confronto”. Inoltre, nella decisione finale ha inciso la lunga e fruttuosa tradizione dei festival che periodicamente animano il centro storico.
Il programma conta oltre cinquanta appuntamenti, quindici laboratori e cento voci, tra cui quelle di Giorgio Parisi - premio Nobel per la fisica nel 2021, Vera Gheno, Enrico Galiano e Ascanio Celestini, per citarne alcune. Una pluralità evidente e fortemente voluta che, spiega Raimo, “può sembrare confusionaria. È la prima edizione di Ricreazione, e abbiamo cercato di renderla ricca per capire ciò di cui ha bisogno la città e cosa di questa offerta è necessaria. Lo sguardo è rivolto anche verso la cittadinanza, perciò i laboratori sono aperti a tutti. Non a caso, il nome che avevamo pensato all'inizio per il festival era proprio 'Aperto a tutti'”.
Un appuntamento da non perdere per gli addetti ai lavori - gli incontri valgono come corso di aggiornamento accreditato ed è possibile iscriversi tramite la piattaforma SOFIA - e per coloro che auspicano un'infrastruttura democratica in grado di costruire rinnovate prospettive di crescita condivisa. Ora, più vicino e più insistente, torna forte lo squillo della campanella. Non resta che godersi un'imprescindibile nuova Ricreazione.
Il programma completo è al seguente link: Programma – Ricreazione – Festival della scuola pubblica, democratica, coraggiosa.
Gioele Tartocchi
Foto di copertina di Dino Ignani
Foto di Vera Gheno di Fabiana Zanola





