Il grande ritorno del Gubbstock: la musica dei giovani come dimensione sociale

Dettagli della notizia

Data:

24 Luglio 2026

Tempo di lettura:

Descrizione

Il 15 e 16 luglio, il Teatro Romano di Gubbio ha ospitato la trentatreesima edizione del Gubbstock Festival, la storica rassegna di musica dal vivo organizzata dal Comune di Gubbio, in particolare dall'assessorato alle Politiche Giovanili e dall'Ufficio Informagiovani, insieme alla cooperativa sociale Asad, capofila della coprogettazione dei servizi sociali della Zona Sociale 7, con la collaborazione di numerose realtà del territorio.

Da oltre trent’anni ormai il Gubbstock rappresenta uno dei palcoscenici più significativi per la musica giovanile emergente in Umbria e non solo. Anche questa edizione non ha tradito le attese, confermandosi un crocevia di generi, energie e generazioni diverse. Tante le band che negli anni sono passate per il Teatro Romano prima di affermarsi sulla scena nazionale: tra queste Fast Animals and Slow Kids, Calibro 35, I Camillas, Il Pan del Diavolo, Marco Castello, Emma Nolde, solo per citarne alcune, fino ad arrivare allo scorso anno con Neoprimitivi, Gaia Banfi e Masamasa.

Per l'edizione 2026 il festival ha mantenuto la formula gratuita e la sua vocazione inclusiva, portando sul palco due serate di musica dal vivo con dodici progetti musicali selezionati, artisti emergenti del territorio e due headliner di punta: Upupayāma e Core Mato. Ad arricchire il programma anche i cori Al Fondino Vocal Project e Semo Buli.
Oltre a tre giorni di masterclass, che si sono occupate di come organizzare un evento, come fotografare un concerto, e di come gestirne la parte social, quest’anno la novità è stata la stand up comedy. Infatti, il 10 Luglio in una Piazza Oderisi gremita, il comico Giovanni Spadoni ha aperto l’esibizione di Sara Flamment, di recente in giro per i palchi di stand up di tutta Italia.

La parte musicale, invece, si è svolta nella stupenda cornice del Teatro Romano di Gubbio. I gruppi protagonisti delle due serate sono stati selezionati, come da tradizione, tramite il bando pubblicato sul sito dell'Informagiovani di Gubbio, aperto a tutti i gruppi e i singoli artisti musicali under 30 provenienti dall'Italia e non solo. Sul palco hanno trovato spazio anche i gruppi selezionati direttamente dal territorio della Zona Sociale 7, che comprende i Comuni di Gubbio, Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo e Sigillo.

Ad aprire le danze del 15 luglio sono state Le Antenne, che con un set fresco e diretto hanno scaldato da subito il pubblico, seguite dalle voci corali e avvolgenti di Al Fondino Vocal Project. La serata è poi proseguita con le sonorità degli eugubini Mydama, l'energia scanzonata de I Bardassi e l'esibizione di Martino, che ha saputo far emozionare i presenti con brani inediti, con melodie sospese e sognanti e dai testi sinceri e profondi.

A chiudere la prima giornata, alle 23, è arrivato l'attesissimo live di Upupayāma, il progetto del polistrumentista parmense Alessio Ferrari, ormai un nome di riferimento della scena psichedelica internazionale. Sul palco, la sua musica si è trasformata in un rito ipnotico e visionario, sospeso tra acid folk, krautrock e funk polveroso, tra percussioni ossessive, chitarre e sitar cariche di atmosfere esotiche, che hanno avvolto il pubblico in un vero e proprio viaggio sonoro, con un'anima tutta propria. Solo la pioggia ha interrotto a concerto inoltrato l’esibizione, dando però ai fotografi presenti l’occasione di scatti a dir poco elettrizzanti.

Il 16 luglio si è aperto con Paolo Tassì e con il progetto corale Semo Buli - CAD Il Passo di Ulisse, prima di lasciare spazio alle sonorità più intime e rap di Spleen, all'energia travolgente de I Palea e all'esibizione di Beatrice, in un percorso musicale vario e sempre sorprendente, specchio fedele della varietà di proposte artistiche che da sempre caratterizza il festival. A chiudere il Gubbstock 2026, sul finire della seconda serata, è stato il set travolgente e spiazzante di Core Mato, progetto capace di fondere due bassi, drum machine e voci pitchate in un mix ipercinetico di indie rock, alternative dance e post punk, tra ritmiche scomposte e un'attitudine giocosa. Le loro sonorià hanno trasformato il finale del festival in una vera e propria festa collettiva, mandando in visibilio il pubblico riunito sotto le gradinate.

Confermata anche per quest'anno la collaborazione con il Gubbio DOC Fest: uno dei progetti musicali selezionati per il Gubbstock avrà la possibilità di entrare a far parte del programma dell'edizione 2026 del DOC Fest, l'evento culturale che animerà Gubbio nell’ultima settimana di agosto con concerti ed eventi culturali.

Il Gubbstock si conferma dunque un festival costruito sulla sinergia tra le realtà del territorio e sull'impegno dei tanti giovani volontari che, di anno in anno, contribuiscono a tenere viva una delle manifestazioni più identitarie e attese dell'estate eugubina, capace di unire la cornice storica del Teatro Romano alla creatività musicale delle nuove generazioni.

Giuseppe Nicchi

 

A cura del MUG - Magazine Umbria Giovani
direttore responsabile Giovanni Dozzini


Ultimo aggiornamento: 24/07/2026, 09:47

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri
regione umbria Azienda Ospedaliera di Perugia Azienda Ospedaliera di Terni USL Umbria 1 USL Umbria 2 Puntozero