Descrizione
Le sedie vengono sistemate una accanto all’altra, qualcuno cerca il posto migliore, i bambini continuano a rincorrersi fino a quando il cielo comincia lentamente a cambiare colore. Intorno c’è tutto ciò che appartiene alla quotidianità di un quartiere: il cortile di una scuola, il piazzale di un circolo, uno spazio condiviso attraversato ogni giorno da studenti, famiglie e residenti. Poi si accende uno schermo e quel luogo cambia significato. Per qualche ora non è più soltanto uno spazio di passaggio, ma una sala cinematografica a cielo aperto, dove sconosciuti, vicini di casa e amici si ritrovano fianco a fianco per condividere una storia.
È da questa immagine, tanto semplice quanto evocativa, che si comprende il senso più autentico de Il mondo in un cortile, la rassegna cinematografica itinerante promossa dall’associazione Il Pettirosso che, da sedici edizioni, attraversa Terni trasformando scuole, circoli, centri sociali e quartieri in luoghi di incontro attraverso il cinema. Un progetto che continua a rinnovarsi senza rincorrere l’effetto della novità, ma restando fedele a un’idea tanto essenziale quanto preziosa: riportare il cinema dentro la vita delle persone.
In un’epoca in cui gran parte della fruizione audiovisiva avviene in solitudine, tra piattaforme di streaming e schermi personali, questa rassegna sceglie una direzione opposta. Non invita semplicemente il pubblico a vedere un film, ma restituisce al cinema la sua dimensione originaria: quella dell’esperienza collettiva. Perché un film non è soltanto ciò che accade sullo schermo. È anche ciò che accade tra le persone che lo guardano insieme. È il silenzio che accompagna una scena intensa, una risata che attraversa il pubblico, una riflessione che nasce spontaneamente al termine della proiezione. È la possibilità di vivere la cultura come occasione di relazione, prima ancora che di intrattenimento.
Da sedici anni Il mondo in un cortile costruisce proprio questo: occasioni di prossimità. La sua forza risiede nella capacità di portare il cinema dove la vita quotidiana è già in movimento, senza attendere che siano le persone a raggiungere una sala. Ogni settimana cambia quartiere, ogni cortile diventa una piazza culturale temporanea e ogni proiezione contribuisce a ridisegnare la geografia della città attraverso lo sguardo condiviso di chi vi partecipa. Borgo Bovio, Brin, Villaggio Italia, Polymer, San Giovanni, Cospea e Le Grazie non sono semplicemente le tappe di una rassegna estiva, ma i tasselli di un percorso che riconosce agli spazi pubblici una funzione culturale oltre che sociale.
In questa prospettiva assume un valore particolare anche il coinvolgimento della Direzione Didattica “San Giovanni”. Le scuole non rappresentano soltanto uno dei luoghi che ospitano le proiezioni, ma diventano protagoniste di un progetto che considera il cinema uno strumento educativo capace di sviluppare immaginazione, spirito critico e sensibilità. Portare un grande schermo nei cortili scolastici significa affermare che la cultura può abitare gli stessi luoghi in cui ogni giorno si costruiscono conoscenze, relazioni e cittadinanza.
La terza settimana della rassegna restituisce con chiarezza questa identità culturale, proponendo un programma che attraversa linguaggi e registri differenti senza rinunciare a una visione coerente. Si parte con La voce di Hind Rajab della regista Kaouther Ben Hania, un'opera di intensa forza civile che ricostruisce, attraverso le registrazioni originali delle richieste di aiuto, la tragica vicenda della bambina palestinese uccisa nella Striscia di Gaza. Una proiezione che invita a confrontarsi con uno dei drammi più dolorosi del nostro tempo e che sarà accompagnata anche da una raccolta fondi promossa dal Coordinamento ternano per la Palestina.
Il giorno successivo il linguaggio cambia, ma non l'intenzione di stimolare uno sguardo attento sul mondo. Minuscule – La valle delle formiche perdute, raffinato film d'animazione dei francesi Hélène Giraud e Thomas Szabo privo di dialoghi, racconta attraverso il microcosmo degli insetti una storia che parla di convivenza, conflitto e cooperazione con leggerezza e straordinaria inventiva visiva. A seguire sarà la volta di Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki, autentico capolavoro dell'animazione contemporanea, capace di intrecciare fantasia, natura e crescita personale in un racconto che continua a emozionare spettatori di ogni età.
Il percorso proseguirà poi con Anywhere, Anytime di Milad Tangshir, che sarà presente per incontrare il pubblico, prima degli ultimi due appuntamenti con Prendi il volo di Benjamin Renner e Guylo Homsy e La canzone del mare di Tomm Moore. Una selezione che dimostra come la rassegna non insegua una programmazione uniforme, ma costruisca un dialogo tra cinema civile, animazione d'autore, produzioni indipendenti e opere pensate per le famiglie, accomunate dalla capacità di aprire domande, suscitare emozioni e offrire nuovi punti di vista sulla realtà.
È proprio questa varietà a rappresentare uno degli aspetti più interessanti de Il mondo in un cortile. Ogni proiezione diventa un'occasione per incontrare storie lontane geograficamente e culturalmente, ma sorprendentemente vicine alle inquietudini, ai desideri e alle sfide del presente. Il cinema si trasforma così in uno strumento capace di mettere in dialogo generazioni diverse, di alimentare il confronto e di rendere accessibili opere che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti commerciali.
A rendere ancora più significativo il progetto è la scelta di mantenere tutte le proiezioni a ingresso libero. Una gratuità che non rappresenta soltanto un'opportunità economica, ma una precisa dichiarazione culturale. Rendere il cinema accessibile significa abbassare ogni barriera all'incontro, permettere anche a chi passa casualmente di fermarsi, sedersi e lasciarsi coinvolgere da una storia. Significa riconoscere che la cultura, quando riesce a uscire dai luoghi convenzionali, può diventare un'esperienza quotidiana e condivisa, capace di rafforzare il senso di appartenenza a una comunità.
In questi giorni l'associazione Il Pettirosso ha inoltre lanciato la campagna per il 5x1000 con un obiettivo tanto concreto quanto simbolico: acquistare uno schermo più grande in vista della prossima edizione della rassegna. Potrebbe sembrare un dettaglio organizzativo, ma racconta con efficacia la filosofia che anima il progetto. Dopo sedici anni non si cerca semplicemente di moltiplicare gli appuntamenti, ma di migliorare la qualità dell'esperienza offerta al pubblico, continuando a investire in un'idea di cultura costruita sulla cura, sull'accessibilità e sulla condivisione.
Forse è proprio questa la lezione che Il mondo in un cortile continua a offrire, estate dopo estate. In una società che tende a vivere la cultura in modo sempre più individuale, la rassegna ricorda che alcune esperienze acquistano valore solo quando vengono condivise. Un film può raccontare una storia, ma può anche creare una comunità, trasformare un cortile in una piazza, uno schermo in un punto di incontro e una sera d'estate in un'occasione per riscoprire il piacere, sempre più raro, di guardare il mondo insieme.
Chiara Scialdone





