Descrizione
Si è conclusa con un grande successo di pubblico la prima edizione di Tramontana, la due giorni che il 5 e 6 giugno ha animato via Birago a Perugia. Contrariamente alle caratteristiche fisiche del vento da cui prende il nome, la manifestazione ha portato nel quartiere un’ondata di calore, socialità e fermento culturale, dimostrando come lo spazio urbano possa farsi teatro di virtuose sinergie.
L'evento, nato dall'idea dell’associazione MenteGlocale con il patrocinio e il supporto tecnico del Comune di Perugia, ha raccolto il testimone ideale della Libecciata (la rassegna nata nel 2025 all’Isola del Giglio), ospitando non a caso la casa editrice radicale effequ, che ha portato nella piazza perugina la sua proposta insieme al meglio dell’editoria indipendente e della cultura umbra, come la Biblioteca delle Nuvole di Perugia, la libreria umbertidese Alibù e le librerie perugine Pop Up, Edicola518 e Mannaggia.
A fare da perfetto contrappunto ai libri e ai vinili della Piattaforma di Umbertide, la presenza di sei cantine d'eccellenza del territorio (Signoraginni, Terra Vitae, Cantina Cenci, Madrevite, Piccola Cantina Rossi e Mani di Luna), oltre che del cibo del supermercato collaborativo Birà. La formula che legava l'acquisto di un libro a un buono degustazione gratuito si è rivelata una delle intuizioni più felici della rassegna, capace di incentivare concretamente la bibliodiversità e il sostegno agli editori indipendenti.
È stato emozionante parlare con chi divulga la cultura, attraverso i libri, e chi lavora nel e per il proprio territorio. Un’unione che ha saputo interessare e incuriosire anche i non addetti ai lavori.
Il programma culturale ha offerto momenti di approfondimento di grande spessore fin dal venerdì pomeriggio. Tra gli appuntamenti più partecipati c'è stata la presentazione del volume No che non scendo! con le autrici Etain Addey e Misa Poltronieri in dialogo con l’editrice Valentina Fasola, seguita dall'intenso dibattito intorno a Frammenti di un discorso di classe di Giusi Palomba, moderato da Serena Matteini, docente di Etica, risorse umane e ambiente presso l’Università di Perugia. Quest’ultimo incontro ha toccato temi più che mai attuali, a partire dalla sensazione dell’autrice di sentirsi "non all’altezza" nell'affrontare argomenti spesso confinati nei contesti accademici, dove le classi sociali vengono trattate in modo prevalentemente teorico e dove il pensiero rimane astratto. Un ambiente, quello universitario, che ha talvolta tentato di addomesticare le diverse visioni della realtà, stabilendo modalità di studio ritenute "giuste" a discapito di elementi altrettanto cruciali, come la storia personale. Eppure, ciò che per l’accademia rappresenta un limite, per molti ma specialmente per l’autrice è un punto di forza: una chiave d'accesso che avvicina le saggistiche al vissuto quotidiano.
Palomba ha rimarcato il fatto di non essere entrata dalla porta principale – non avendo proseguito gli studi subito dopo il liceo – ma è riuscita in un’impresa complessa: portare concretezza. Una concretezza intima, capace di raccontare cosa significhi crescere in un contesto che non ti vede e ti spinge a farti piccolo per non disturbare o danneggiare un sistema consolidato. Durante il dibattito, l'autrice ha parlato accoratamente di come le dinamiche comunitarie si rispecchino in quelle familiari, analizzando il femminile non come dimensione di salvataggio, ma come strumento di consolidamento del sistema patriarcale. La serata si è poi conclusa sotto il segno della musica con le selezioni di Tommaso Riccardi e Miriam Mazzotta.
La giornata di sabato ha invece dimostrato la natura intergenerazionale di Tramontana. I laboratori hanno registrato un’ottima affluenza: da quello per i più piccoli curato dalla libreria Alibù con Alain Rossi (autore de Il cavaliere errante) all'incontro “Le foglie che cadono”, quarto del ciclo Albi coraggiosi, condotto dalla psicoterapeuta Monica Morelli. Tra i momenti più spettacolari e applauditi del weekend, l'esibizione di fine anno della scuola Circo Instabile, che ha richiamato in piazza un vasto pubblico composto da famiglie, cittadini e residenti, prima del dj set finale affidato a Luca Benni che ha chiuso la rassegna.
Tramontana si congeda da via Birago lasciando l'impressione di un format riuscito, capace di unire l'alto profilo delle proposte editoriali alla convivialità del buon vino e cibo, l’immagine di un quartiere vivo, capace di evolversi senza perdere la propria identità: diventando un punto di aggregazione aperto a tutti, ben oltre i confini di chi ci abita o ci lavora, e dimostrandosi ancora una volta un simbolo di unione per chiunque ami la cultura e la condivisione.
Letizia Fiorelli





