Radio Glox, la scommessa del giovane direttore Martino Tosti che racconta il mondo da Perugia

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Una radio che nasce a Perugia e guarda oltre i confini

Data:

21 Ottobre 2025

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Radio Glox

Descrizione

“La mattina apriamo le finestre della redazione – letteralmente, dice – Che significa? Che quello che succede sotto casa nostra inevitabilmente ci condiziona”. Le finestre affacciano su piazza IV Novembre e Perugia è sicuramente il punto di partenza della loro informazione. “Ma – aggiunge – vogliamo che la nostra si inserisca in una prospettiva più ampia: non possiamo pensare che una radio che trasmette da Perugia, con frequenze in Umbria, Marche e Toscana, parli solo di Perugia, Umbria, Marche e Toscana. Sarebbe troppo limitante”. È in questo contesto, con questa visione, che nasce Radio Glox. “Dobbiamo stare dove sta la gente, mi spiego meglio…”, parla sicuro di sé, con calma e precisione. Mi sembra di sentirlo in macchina, verso le 13, di ritorno verso casa: è in quell’orario che sulla frequenza 92.0-97.2 Mhz (PG) è in diretta con Prisma, la sua creazione – lo spazio di un’ora in cui, con ospiti in studio o collegati, affronta l’argomento del giorno. Martino Tosti, 26 anni, è a capo di Radio Glox dal 2024, quando la vecchia Umbria Radio è diventata autonoma e indipendente grazie a giornalisti e lavoratori che ne hanno assunto la guida in prima persona. Umbria Radio, nel 2000, aveva a sua volta ereditato le frequenze di Radio Augusta Perugia, nata nel 1984. 

“Radici locali, visioni globali”, ora, è l’idea di fondo. Si parla quindi di Perugia, dell’Umbria, ma non solo. “Ti faccio un esempio – continua - Quando la gente va a cena il sabato sera, non parla solo di quello che succede nel quartiere o nella città. Parla di tutto: di ciò che accade nel mondo, di quello che ha visto sui social, delle notizie globali. È in questo senso che dobbiamo essere lì dove sono le persone, dando una prospettiva di senso su quei temi. Possiamo comunque raccontare il mondo da qui”. 

Il palinsesto di Radio Glox è ricco: fasce d’informazione durante i tre “drive-time” della giornata, programmi d’informazione e d’intrattenimento nelle fasce più ascoltate e musica targettizata e differente a ogni ora. A dare una dimensione del progetto Radio Glox non sono solo gli ascolti, ma anche i numeri tramite i social. “Per noi la radio resta il mezzo principale, ma il collegamento con i social è fondamentale. Non li vediamo come semplici vetrine di quello che facciamo in onda, ma come mezzi integrati nella strategia di comunicazione. È affascinante creare un ponte continuo tra radio e social: due linguaggi diversi che si completano a vicenda”. Il target principale sulle nuove piattaforme è tra i 25 e i 34 anni, che è anche il pubblico più forte in radio. Poi un secondo target tra 35 e 44, un terzo tra 45 e 54, poi 18-24, e infine 55-64. 

Gli chiedo di progetti futuri, se ce ne sono, e il giovane direttore mi racconta di alcuni “ancora più ambiziosi di quelli fatti finora”. “Adesso vogliamo fare un salto di livello: ampliare la diffusione, migliorare la qualità dei prodotti e la nostra presenza complessiva”. La direzione, quindi, è quella di un progetto d’impresa. Ha una voce sorridente mentre racconta a i microfoni del Mug gli orizzonti di Radio Glox: è appassionato ed è appassionante ascoltarlo. Lui, dal canto suo, ascolta attentamente le mie domande e aspetta sempre che io abbia finito prima di iniziare a rispondere. Apre parentesi, si scusa, poi le chiude e continua a rispondermi. Non nasconde le proprie abitudini e anche qualche segreto di redazione. 

“La giornata in radio comincia presto. Verso le 7 siamo in edicola a prendere i giornali – racconta – Io faccio colazione con la nostra rassegna stampa – Tooday con Giulio Fortunato e Pierpaolo Burattini– poi dalle 9.30 si inizia”. Riunioni, preparazione delle scalette, organizzazione dei vari programmi, gestione di ospiti, incontri con tutto il team – due riunioni fisse a settimana. “Non c’è mai una giornata uguale. A volte ci sono imprevisti, turni scoperti, situazioni da gestire all’ultimo momento. Quando succede, devi essere lì, presente. È un lavoro che non si ferma mai”. Ed è proprio nel mezzo della frenesia quotidiana che saltano fuori gli aspetti più sorprendenti del mestiere: “Amo le dirette ‘sporche’ – si confida - dove cade un collegamento, salta la linea, o l’ospite dice qualcosa che non ti aspetti. In quei momenti succede la magia: l’ospite che si arrabbia, che improvvisa, che reagisce — è tutto vero, autentico. Ti rendi conto che ti ha appena fatto una dichiarazione importante, e da lì nasce la notizia”. E conclude così: “La gestione dell’imprevisto in diretta è una delle parti più affascinanti di questo lavoro, quella che mi fa ricordare perché amo fare radio”. 

Perché continuare a fare radio, oltre questo? 

“Io sono convinto che la radio non morirà mai, finché saprà rinnovarsi e comprendere i tempi che cambiano”. Una filosofia che non si ferma qui, ma che è anche uno stile di vita.
E, restando in tema, se Martino Tosti fosse una canzone? “A muso duro” di Pierangelo Bertoli, “è una canzone molto politicizzata, ma la sento mia, è il mio manifesto. Parla di determinazione, di guardare avanti senza piegarsi”.

Arianna Sorrentino

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Ultimo aggiornamento: 21/10/2025, 15:19

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