Costanza Biondi, sui pattini da Marsciano alla Coppa del Mondo

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Dai primi passi sui pattini alle vittorie in Italia e in Europa: la quindicenne umbra Costanza Biondi è la nuova stella del pattinaggio artistico a rotelle.

Data:

14 Ottobre 2025

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Costanza Biondi

Descrizione

È un 2025 da incorniciare per Costanza Biondi, pattinatrice artistica a rotelle quindicenne di Marsciano, che quest’anno ha vinto praticamente tutto. Dal titolo italiano conquistato a Novara a luglio, passando per quello europeo vinto poche settimane fa a Trieste con oltre 30 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, senza dimenticare le finali di Coppa del Mondo lo scorso giugno a Reggio Emilia.

Lei e sua sorella Noemi, un anno più grande, sono iscritte alla scuola Asd Pattinaggio Artistico San Mariano e sono seguite dalle allenatrici Michela Germini, Francesca Maura Guasticchi e Stella Signorino. Fanno questo sport da quando hanno quattro anni iniziando fin da subito un percorso agonistico nella disciplina del libero. Questa categoria comprende una parte più artistica con salti e trottole differenziandosi dalla dance che non ha queste difficoltà tecniche. Entrambe le ragazze sono convocate dalla nazionale italiana per i raduni che vengono fatti per gli atleti di interesse nazionale. Per Costanza è stato un anno importante anche il 2024, con le vittorie del campionato italiano nella categoria ‘cadetti B’ e del titolo europeo nella categoria ‘cadetti’.

“Si prova tantissima soddisfazione, emozione e orgoglio anche perché sono gare che si giocano in pochi minuti. È uno sport veramente terribile da questo punto di vista. C’è anche da dire che i sacrifici sono tanti visto che entrambe diverse volte al mese devono andare da un tecnico che le segue in Toscana e non è facile per loro conciliare il tutto con la scuola. È anche economicamente impegnativo come sport”, ci dice Agnese la mamma delle due pattinatrici.

I risultati di Costanza sono qualcosa di straordinario visto che nessun atleta umbro li aveva mai raggiunti nella storia del pattinaggio. Noi del Magazine Umbria Giovani siamo andati a intervistare la giovanissima campionessa italiana, europea e vincitrice della Coppa del Mondo.

Ciao Costanza. Come nasce la passione per il pattinaggio?

“Ho iniziato a pattinare su esempio di mia sorella. L’inizio di questo percorso fu un caso. A mia mamma capitò un volantino che pubblicizzava un corso di pattinaggio a Corciano e decise di portarci mia sorella. Così un anno più tardi, dato il successo che aveva avuto con lei, ci portò anche me. Con il passare del tempo il suo percorso ha influenzato tanto anche il mio. Inizialmente pattinavamo a orari diversi con gruppi diversi ma appena abbiamo iniziato ad allenarci insieme ogni cosa che lei provava mi spronava a impegnarmi per riuscire a fare lo stesso. Da lì è poi nata la passione per questo sport, che ancora oggi mi accompagna”.

Parliamo di questo 2025 magico per te. Tra i titoli vinti qual è quello che hai più a cuore?

“Quest'anno è stato un anno assolutamente stupendo. Non avrei mai immaginato di poter portare a casa così tanti ori ma soprattutto soddisfazioni. La prima gara importante che ho fatto è stata la semifinale dell'International Series a Trieste grazie alla quale mi sono qualificata per la finale della Coppa del Mondo. Solo una decina di giorni dopo c'è stato il campionato nazionale e, come l'anno precedente, sono stata convocata al campionato europeo che si sarebbe svolto sempre a Trieste. Sicuramente la gara che ho più a cuore è proprio l'Europeo soprattutto perché sono partita senza i miei genitori e sono stata via per due settimane. È stato bellissimo e indimenticabile trascorrere questo tempo con i miei amici rendendo il lavoro e la fatica più leggeri. Queste quattro medaglie d'oro rimarranno sempre incise nel mio cuore e mi daranno la carica per riuscire anche il prossimo anno a raggiungere grandi traguardi”.

Facendo pattinaggio hai anche la possibilità anche di viaggiare molto. Qual è il posto che ti ha impressionato di più?

“Durante tutti questi anni sono stata in molte città italiane anche se non sono mai riuscita a visitarle. Lo scopo dei viaggi è sempre stato gareggiare, per cui non c'è mai stata la possibilità di esplorare il luogo. Però, al campionato europeo essendo partita molto prima della gara, durante i giorni di allenamento, sono riuscita insieme alle mie allenatrici a visitare Trieste e mi è piaciuta moltissimo. Durante i giorni della gara ho alloggiato in un hotel con i miei amici della nazionale italiana in Slovenia. È stata un’esperienza insolita, soprattutto per il cibo ma non quanto l’anno scorso agli Europei in Portogallo. La cosa che mi è mancata di più di casa non è stata la mia famiglia ma il cibo”.

A proposito di nazionale italiana, che orgoglio c'è nel pattinare con la "maglia" del proprio Paese?

“Questo è il secondo anno che ho gareggiato per l’Italia. Sicuramente se me lo avessero chiesto l’anno prima non ci avrei mai creduto anche perché non sono mai stata tra le prime della mia categoria per cui rappresentare il proprio Paese è una grandissima soddisfazione e ogni gara è speciale. Inoltre nelle gare internazionali puoi parlare con ragazzi stranieri e per me è sempre una cosa nuova e molto bella poter fare amicizia con loro”.

Quanto è importante la forma fisica e mentale per uno sport come il pattinaggio?

“In questo sport è indispensabile una buona preparazione fisica visto che alla base del pattinaggio ci sono la ginnastica artistica e la danza classica. Serve una grande forza nei muscoli e molta flessibilità per riuscire a fare tutti i movimenti. Oltre a questo, però, è importante anche saper controllare le proprie emozioni. Prima di una gara è ovvio essere agitati ma quell'ansia bisogna trasformarla in adrenalina per fare del nostro meglio. La chiave sta nel non avere paura, perché l'unico obiettivo in gara è fare il meglio che si può. La classifica poi è l'ultimo dei problemi perché se abbiamo fatto il massimo allora possiamo essere soddisfatti indipendentemente dalla posizione finale”.

Invece per quanto riguarda l’organizzazione riesci a conciliare bene sport e studio?

“Sapersi organizzare è fondamentale e ammetto che non è facile fare uno sport del genere mentre si frequenta un liceo. Bisogna essere super concentrati in quel poco tempo a disposizione per studiare e quando ho un po’ più tempo libero mi ritrovo ad anticipare i compiti per quando sono più impegnata con il pattinaggio”. 

Impegni e sogni futuri?

“Le gare in programma il prossimo anno sono le stesse della stagione passata ma sarò in categoria Junior e quindi mi troverò a gareggiare ‘contro’ quelli più grandi tra cui mia sorella. I sogni e obiettivi per il 2026 sono principalmente due: la qualificazione al Campionato del Mondo se mi classificherò tra le prime due nei campionati nazionali e rimanere nella nazionale italiana avendo così la possibilità di continuare a essere convocata ai vari allenamenti della nazionale. Da grande, se si può dire così, nell’ambito del pattinaggio una volta smesso mi piacerebbe diventare un' allenatrice anche se il mio sogno nel futuro lavorativo sarebbe quello di fare il medico. Quindi ora continuerò ad allenarmi finché sarà possibile, ma probabilmente seguirò il mio sogno”.

Il pattinaggio che emozioni dà? Cosa ti senti di dire a chi vuole avvicinarsi questo sport?

“Chiunque sceglie uno sport, credo che lo faccia perché gli piace quindi proprio per questo faccio pattinaggio oltre che a considerarlo una parte integrante della mia vita. Certo, più gli allenamenti si fanno intensi più tutto diventa stancante e pesante, ma mai mollare. In questo momento non vedo una vita senza pattinaggio. A chi vuole iniziare questo sport mi sento di dire di non mollare alle prime difficoltà e non abbattersi se non si ottengono subito grandi risultati. A me sono arrivati solo molto più avanti”. 

Marco Schiavoni

 

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(ONE Health)

Ultimo aggiornamento: 14/10/2025, 15:31

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