Descrizione
La notte di San Lorenzo, sotto l’attento sguardo di sterminati e limpidi astri, si è svolto presso il C.V.A. di San Martino in Campo il ‘Teatro col Gabbiano’, un evento organizzato dal Centro Socio Culturale Il Gabbiano in sinergia con la compagnia teatrale degli Istabili – Roberto Campagnoli. Un nome distintivo che custodisce il ricordo di una persona cara e che è volutamente privo della ‘n’ iniziale per ragioni di copyright. Il nocciolo della serata è stato un insieme di sketch – recitati attraverso letture ad alta voce – che hanno rievocato e riattualizzato fiabe dalla secolare tradizione, ovvero Cappuccetto Rosso e Il gatto con gli stivali. La peculiarità di questi racconti? L’utilizzo del vernacolo perugino.
L’idea scenica prevedeva una conversazione tra due nonni intenti a raccontare ai nipoti delle fiabe, scandite da inserti dialettali, intermezzi colloquiali ed espressioni tipiche. Hanno fatto seguito altri due momenti di comicità: un dialogo fittizio tra un automobilista e il proprio navigatore – ormai fedele assistente di ogni conducente – e una simpatica lezione arricchita da analisi grammaticale di alcune parole tipiche del gergo perugino. A recitare, tra le risate del pubblico, alcuni membri di questa compagnia amatoriale che sta riscuotendo grande approvazione tra le mura di San Martino in Campo, che si conferma borgo di grande effervescenza culturale e sociale. La penna che si cela dietro queste sceneggiature – insieme a tutte le altre della compagnia –
è quella di Antonella Ubaldi, scrittrice, storica ed ex preside della scuola secondaria di I grado San Paolo con la quale abbiamo avuto il piacere di parlare.
“La volontà di portare il teatro a San Martino”, racconta Ubaldi, “nasce dal desiderio del diacono Nando Ricci, il quale aveva assistito ad alcune delle commedie che proponevo ai ragazzi della mia scuola. Da qui la necessità di assemblare una troupe che conta oggi quindici attori provenienti da San Martino in Campo, Santa Maria Rossa e San Martino in Colle”.
L’esordio della compagnia è stato un vero e proprio successo. Lo scorso 15 dicembre, davanti a un teatro gremito, è andato in scena lo spettacolo Le inchieste del Commissario Commodo, con protagonista indiscusso, ancora una volta, il vivace vernacolo perugino. Il perché di questa singolare scelta linguistica emerge dalle parole di Ubaldi. “L’uso del dialetto è un tassello essenziale di queste commedie: una lingua che fa parte della nostra comunità e che rappresenta un elemento di identità e appartenenza. Senza dimenticare che si tratta di una lingua viva, capace di suscitare ilarità e di donare quel pizzico di risate e magia ad ogni pièce”.
Una decisione che, inoltre, mira ad avvicinare anche i più giovani, con l’intento di far conoscere e apprezzare un vernacolo che fa parte delle nostre radici e del nostro modo di esprimerci e che oggi viene spesso percepito come grezzo e antiquato. Ma la feconda creatività della compagnia non si ferma qui. “In questo momento”, aggiunge ancora la scrittrice, “ci stiamo preparando per una commedia che andrà in scena verso la fine di novembre e che avrà come focus una rivisitazione dell’Odissea omerica. La scrittura teatrale, secondo la mia esperienza, procede di pari passo con l’assegnazione dei ruoli: quando scrivo penso sempre a chi interpreterà un determinato personaggio, per valorizzare al meglio le potenzialità di ogni attore”.
Perdipiù, tra le diverse attività culturali curate da Ubaldi, si è da poco concluso un ciclo di incontri focalizzato sui dieci libri dell’Eneide svoltosi tra Santa Maria Rossa e Sant’Andrea d’Agliano.
Un affascinante viaggio nel profondo del mito che ha cercato di riportare in vita, attraverso una lettura contemporanea, uno dei classici dell’antichità letteraria romana. Ora non resta che attendere e scoprire come gli Istabili interpreteranno la rivisitazione ubaldiana dell’epopea di Ulisse: un connubio di storia e comicità, con ancora in sottofondo il dialetto perugino.
Gioele Tartocchi





