Descrizione
Giovedì 26 giugno in Piazza dei Consoli, si è svolta la serata “Premio Città di Deruta”. L’anno scorso si è scelto di dare un riconoscimento a coloro che si sono impegnati nel sociale, nel volontariato e nella solidarietà. La categoria scelta per questa seconda edizione, invece, è stata lo sport, con particolare riferimento a campioni di forza che si sono distinti nonostante le proprie difficoltà. Consegnato il premio anche alla senatrice e atleta paralimpica Giusy Versace. A presentare la serata Luca Ginetto, caporedattore del telegiornale regionale Rai umbro.
“Abbiamo deciso di mettere in evidenza il tema dello sport inclusivo perché riteniamo sia fondamentale non solo per i valori che lo sport porta con sé – come il rispetto, la lealtà e la solidarietà – ma anche per ciò che può ispirare. Le storie di atleti che, pur affrontando disabilità, sono riusciti a raggiungere traguardi importanti a livello nazionale e internazionale rappresentano modelli di vita concreti. Sono esempi di resilienza e determinazione che parlano a tutti, non solo nel contesto sportivo, ma anche umano e sociale”, ci dice il sindaco Michele Toniaccini.
Il Comune ha voluto ringraziare con un piatto personalizzato il Deruta Basket per la vittoria del campionato DR 2, il Deruta calcio San Nicolò per aver raggiunto il campionato di promozione e il presidente della Sir Safety Perugia Gino Sirci per la recente conquista della Champions League di volley. Inoltre è stata gratificata con una pergamena Alessandra Luna, giovanissima ragazza derutese che è diventata campionessa regionale donne esordienti nel ciclismo, e poi è stato ricordato con il premio alla memoria Leonardo Tamantini, insegnante di educazione fisica, allenatore di calcio e figura di riferimento per generazioni di giovani atleti derutesi e non solo scomparso, nel 2018.
Durante la serata sono stati consegnati i Premi “Città di Deruta” con un draghetto in tre dimensioni che rappresenta uno dei decori di Deruta e una pergamena personalizzata per ognuno. A introdurre il protagonista sempre un video di presentazione. Si è partiti dal progetto BaskIn di Deruta, basket inclusivo riconosciuto anche dall’ente italiano sport inclusivi (EISI), affiliato al Comitato italiano paralimpico (CIP) e al Centro sportivo italiano (CSI). Grazie al baskin anche i ragazzi disabili hanno la possibilità di giocare a basket. Poi è stato il turno di Francesco Felici, ventenne di Assisi campione di tennis in carrozzina. Lo scorso anno, per combinare la carriera nel tennis agonistico con gli studi accademici, ha iniziato a frequentare ingegneria aerospaziale finendo per conquistare la posizione numero uno nel campionato statunitense universitario di tennis in carrozzina. Altra tennista, Marta Nizzo, tuderte, ha affrontato con determinazione e coraggio le sfide poste dal trapianto di rene. Nonostante le difficoltà ha conquistato numerose medaglie d’oro ai World Transplant Games, competizioni riservate a chi ha ricevuto un trapianto d’organo.
Poi è stata premiata Francesca Cesarini, diciottenne di Magione, nata con una condizione che le ha impedito lo sviluppo di mani e gamba destra. Per facilitare la deambulazione ha scelto di utilizzare solo una protesi alla gamba ma non alle braccia, ritenendole per lei limitanti. Nonostante queste difficoltà ha vinto nel 2021, a soli 14 anni, il campionato mondiale di para pole dance e nel 2023 il programma televisivo Italia’s Got Talent. Dopo aver dato merito ad Armando Marcucci per essere stato il promotore del calcio paralimpico in Umbria di cui dal 2023 ricopre anche il ruolo di delegato regionale per la FIGC DCPS (divisione calcio paralimpico e sperimentale), e a Nuvoletta Peraio, mamma di un’atleta che si è distinta per il fair play e per le iniziative svolte con tutti gli atleti al termine delle partite, il premio “Città di Deruta” è stato consegnato a Chiara Andidero, nuotatrice ventiduenne di Castiglione del Lago che all’età di sei anni ha scoperto di soffrire del disturbo dello spettro autistico. Andidero ha conquistato 29 titoli italiani in vasca corta e lunga, numerosi titoli regionali e ben 16 record italiani in diverse specialità oltre ad essere stata convocata per la prima volta in nazionale nel 2023. Molto bella anche la storia di Paolo Camanni, ventitreenne cinese che a seguito di un tumore che gli ha causato la cecità è stato abbandonato. Adottato da una famiglia di Bevagna dopo essere stato accolto da suore cattoliche, ha iniziato a praticare prima nuoto e poi judo. Proprio grazie a questo sport nell’ultimo triennio è riuscito a conquistare una medaglia d'oro agli Europei giovanili paralimpici in Finlandia e tre medaglie di bronzo tra Europei e Mondiali. Lo scorso settembre ha partecipato anche alle paralimpiadi di Parigi.
Luca Panichi, 56 anni, era ciclista ma nel 1994 a seguito di un incidente durante il cronoprologo del Giro dell’Umbria ha riportato una lesione midollare incompleta. Dal 2009 si diletta a scalare salite, spingendo la propria carrozzina, e ha partecipato anche a una tappa del Giro d’Italia professionisti a fianco degli atleti in gara. Il suo sogno è sviluppare l’idea di effettuare scalate in carrozzina, in concomitanza con le gare ciclistiche. Per concludere l'ultimo “Premio Città di Deruta” è stato consegnato a Luca Ginetto, che oltre alla sua attività giornalistica ricopre anche il ruolo di presidente del Panathlon Club Perugia, una comunità di persone che credono nello sport come forza educativa e veicolo di valori. Il suo impegno è rivolto a garantire un'educazione sana e accessibile a tutti senza distinzione di razza, genere o età, con particolare attenzione alle attività giovanili, scolastiche e culturali. Il Panathlon Club sostiene iniziative dedicate a persone con disabilità, alla prevenzione della tossicodipendenza, al recupero di chi ne è vittima. Promuove anche programmi educativi contro la violenza e il doping.
Media partner dell’evento sono stati Moon Radio e il podcast calcistico Pro Football che hanno documentato la serata con dirette, video e interviste della serata nei loro profili Facebook e Youtube.
“È stata una serata intensa e profondamente emozionante. Abbiamo avuto il privilegio di ascoltare storie che sono vere lezioni di vita, esempi di coraggio, forza e determinazione. Concludere l’evento con questo carico di emozione e ispirazione ha reso tutto ancora più significativo. Un momento che ha lasciato un segno, non solo nei presenti, ma anche in chi ha lavorato all’organizzazione con grande passione”, conclude il sindaco Michele Toniaccini.
Marco Schiavoni





